Congedo parentale per lavoro dipendente: guida aggiornata 2025
Nel 2025 cambiano le regole per il congedo parentale dei lavoratori dipendenti. La Legge di Bilancio 2025 introduce importanti novità sui periodi indennizzabili, le percentuali di retribuzione e le modalità di fruizione. Vediamo nel dettaglio cosa cambia, chi ne ha diritto e come presentare domanda.
Cos’è il congedo parentale?
Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro che può essere richiesto da entrambi i genitori nei primi 12 anni di vita del figlio, oppure entro 12 anni dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.
È disciplinato dagli artt. 32 e 34 del D.lgs. n. 151/2001, e si aggiunge al congedo obbligatorio di maternità o paternità.
Durata del congedo parentale 2025
Entrambi i genitori: 10 mesi (11 se il padre usufruisce di almeno 3 mesi)
Madre: max 6 mesi
Padre: max 6 mesi (7 se ne usufruisce per almeno 3 mesi)
Genitore solo: 11 mesi
Genitore unico inizialmente, poi subentra il secondo: 10 o 11 mesi
Nota: In caso di parto gemellare o adozioni multiple, il congedo è riconosciuto per ciascun figlio.
Modalità di fruizione: giornaliera, mensile o oraria
Il congedo può essere:
– Continuativo o frazionato
– Fruito a ore, se previsto dal contratto collettivo o, in mancanza, secondo quanto stabilito dalla legge.
Ogni 30 giorni (anche non consecutivi) equivalgono a 1 mese di congedo. Le giornate festive o le ferie non interrompono il conteggio se inserite in un periodo continuativo.
Congedo parentale 2025: trattamento economico
Dal 2025 cambia l’indennità prevista per il congedo parentale:
– 3 mesi: 80% della retribuzione, fino a 6 anni di età del figlio
– 6 mesi successivi: 30%, fino a 12 anni
– 10°-11° mese: 30% (solo se reddito < 2,5x pensione minima), fino a 12 anni
Totale massimo indennizzabile: 9 mesi (3 mesi ciascuno non trasferibili + 3 mesi condivisi)
Genitore solo: 9 mesi interamente indennizzati
Congedo parentale e altri istituti
– Malattia o infortunio: prevale l’indennità di malattia/infortunio
– Cassa integrazione: non è possibile fruire del congedo
– Congedo matrimoniale: ha priorità sul congedo parentale
Sospensione del congedo parentale
È possibile richiedere la sospensione del congedo parentale in caso di:
– Malattia del bambino
– Permessi retribuiti per gravi motivi (se economicamente più favorevoli)
Come fare domanda all’INPS
– Modalità: solo online (portale INPS, contact center, patronato)
– Tempistiche: prima dell’inizio del periodo richiesto
– Indicazione: selezionare l’opzione per l’indennizzo con aliquota maggiorata (80%)
Le domande possono essere presentate solo per periodi che iniziano entro due mesi dalla data di presentazione.
Comunicazione al datore di lavoro
– Preavviso minimo: 5 giorni (2 giorni per richiesta su base oraria)
– Da fornire secondo modalità previste dal CCNL applicato
Possibilità di part-time in alternativa al congedo
Il lavoratore può richiedere una sola volta la trasformazione del contratto da full-time a part-time (riduzione fino al 50%) in sostituzione, totale o parziale, del congedo parentale. Il datore ha 15 giorni per accettare.
Congedo parentale e anticipazione TFR
È possibile richiedere l’anticipo del TFR per le spese legate al periodo di congedo. L’importo sarà erogato con la retribuzione del mese precedente all’inizio del congedo.
Sanzioni per i datori di lavoro
Il rifiuto o ostacolo alla fruizione del congedo parentale comporta una sanzione amministrativa da 516 a 2.582 euro, oltre al blocco per 2 anni della certificazione della parità di genere.
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